La Prospettiva estiva per il Fontanone
La Prospettiva estiva per il Fontanone è una rassegna di mostre di artisti del territorio e non, che si svolge durante i mesi estivi di giugno, luglio e agosto e termina i primi di settembre. Per questa rassegna vengono selezionati artisti e artiste che hanno già esposto in diverse realtà, come Massimiliano Fabbri, Alessandro Turoni, Dario Molinaro, ma anche artisti emergenti come Filippo Maestroni, Ilaria Piccirillo, Arianna Zama.
Insieme a molti altri nomi di artisti vengono invitati ospiti musicali, letterari e cantine di vino del territorio. L’intento del progetto è quello di avvicinare un nuovo pubblico giovane e non all’arte e alla cultura attraverso lo scambio intergenerazionale dei saperi, creando un nuovo ecosistema culturale.
Edizione 2026
T-ESSERE
a cura di Margaret Sgarra
Archetipi, divinità, figure si determinano a partire da un filo che diviene intreccio e poi groviglio generando una struttura tessile, maestosa, irriverente, provocatoria ma allo stesso tempo attrattiva. Il lavoro di Chiara Giannini Mannarà è in continuo divenire, è un’analisi sottile e profonda della materia che diviene mezzo per comprendere il nostro passato, il nostro presente e fornirci qualche strumento ulteriore per rapportarci al futuro. Le sue sculture tessili si rivolgono al femminile inteso come Dea, Divinità, Madre, una figura che ci protegge e indica una via, ci fa strada in una contemporaneità in cui l’essere umano sembra aver perso le sue coordinate. La mostra personale, dal titolo, T – ESSERE analizza il rapporto dell’artista con la pratica dell’intreccio come atto di creazione e di definizione di Sé e del mondo in cui viviamo.
All’interno del progetto T – Essere, l’opera, con una connotazione site – specific, conserva al suo interno l’elemento della sedia, espressione dell’attesa e del prendere una posizione o semplicemente il proprio spazio. Questo oggetto di uso comune diviene un intermedio per affrontare questioni che esplorano il nostro passando consentendoci di rincontrare parti di noi che pensavamo di aver perso e di non rivedere più: è qui che possiamo ascoltare profondamente noi stessi, quelli che eravamo, quelli che siamo e immaginare chi saremo, in un frastuono assordante di voce, noi manifestiamo la nostra presenza del Mondo e facciamo il nostro intreccio con la vita. Tessere, in questa chiave di lettura, diviene una pratica rivolta alla vita, presente, passata e futura ed è un concretizzarsi di possibilità e concretezze plasmando quel concetto di identità e di “darsi un’etichetta” tanto rincorso all’interno della società contemporanea. Questa ricerca,concettuale, spirituale, materica, viene messa in evidenza anche attraverso le pratiche performative di Paola Ponti che danzerà all’interno del progetto T- Essere suggerendo altre interpretazioni fisiche e fruibili. Attraverso atti corporei T- Essere viene letteralmente indossato e condiviso, rendendo possibile l’idea di “entrare nei panni” degli altri, consentendoci di guardarci dall’esterno e rompendo altri tabù.
T-Essere esplora la sfera spirituale e l’artista riconnettendo a sé queste figure ancestrali, le fa proprie, ne diventa amica. Queste strutture occupano uno spazio tangibile ma allo stesso tempo incomprensibile. E’ come se fossero sospese in una dimensione atemporale fatta di connessioni ed esplorazione. Ci si interroga su chi siamo e da come veniamo e dove andremo. In questa chiave di lettura, il femminile diviene luce ed ispirazione, ricerca spirituale e presa di posizione.
Edizione 2025
TRA LE TRAME
TRA LE TRAME
di Lisa Martignoni
Sin dall’antichità l’arte tessile ha rappresentato un linguaggio potente per esprimere storie e la mitologia è piena di esempi di tessuti e dei loro significati simbolici. Nella nostra lingua termini come “trama” e “intreccio” sono utilizzati per descrivere la struttura narrativa di un racconto, e si possono “tessere” relazioni oltre che fili.
Lisa Martignoni, artista svizzera ma bolognese d’adozione, raccoglie il testimone di Aracne e Penelope, e con un approccio paziente e delicato prova a minare le certezze granitiche di una società individualista e patriarcale. Le sue opere, capaci di unire tradizioni ancestrali a sperimentazioni contemporanee in un gioco di contrasti materici e metaforici, non sono auto-affermazione ma frutto dell’ascolto, prevale la dimensione collettiva, partecipativa e condivisa. D’altronde ogni opera tessile è, da un punto di vista formale, una e molteplice e le installazioni di Lisa si dispiegano nello spazio intessendo rapporti tra l’opera, il luogo e le persone. “Tra le trame” è un invito a cogliere il significato più profondo delle cose, il messaggio dirompente celato dietro un’arte storicamente femminile e per questo ingiustamente marginalizzata, che si riappropria del tempo come valore fondamentale dell’umano.
GROTTESCA
GROTTESCA
Di Roberto Coloma Nadal a cura di Enea Mazzotti
Da quando i pittori rinascimentali, calandosi nelle “grotte” del Colle Oppio, scoprirono i
resti sotterranei della Domus Aurea di Nerone e le sue straordinarie pitture murali, il tema
delle grottesche ha continuato ad affascinare gli artisti per i successivi secoli, evolvendosi
con il gusto del tempo.
“GROTTESCA” nasce proprio da questo spunto di riflessione: una rivisitazione di questa
tradizione che il pittore spagnolo Roberto Coloma Nadal ha fatto propria usando il suo
personalissimo alfabeto visivo.
E così l’architettura neoclassica della Prospettiva (nota come Fontanone) si arricchisce di
decori nuovi a partire dalle due grandi tavole inserite nelle nicchie a volta, un’installazione
site-specific che l’artista ha realizzato per l’occasione. Il percorso espositivo è un vero e
proprio viaggio nel tempo e nello spazio: lo spettatore viene calato in mondi sospesi
popolati dalle creature più disparate, piccoli diavoli si rincorrono tra le nuvole e
architetture oniriche fanno da sfondo a scene folli e sconclusionate.
Spesso antico e contemporaneo convergono mischiandosi in un unico fumante crogiolo
di culture e riferimenti pop, una nuova mitologia fatta di soli antropomorfi, argonauti
dispersi e innocue chimere, il tutto permeato da una spiccata ironia sul solco delle
grottesche rinascimentali, che il Vasari definì “licenziose e ridicole molto”.
Su tutto prevale una freschezza stilistica a tratti calligrafica che unisce raffigurazioni
spontanee e abbozzate a altre estremamente dettagliate, quasi un paradosso che
costringe lo spettatore a un’osservazione meticolosa di ogni opera alla ricerca delle
estrose complessità e dei simbolismi nascosti.
Oggi, proprio come allora, le grottesche tornano a essere espressione dell’immaginazione
pura, un terreno fertile dove coltivare le fantasie più sfrenate, mondi surreali dove giocare
liberamente.
MOSTRAMI
MOSTRAMI
Isotta Folli ft. Matteo Buoso
Storie comico-erotiche di mostri, mostrini e mostriciattoli.
L’evento conclusivo della rassegna estiva organizzata da Fatti D’Arte nella storica
cornice del Fontanone di Faenza porta, in occasione del Made in Italy 2025, una
mostra incentrata sulla ceramica.
Dopo l’esposizione dedicata all’arte tessile di Lisa Martignoni e quella di pittura di
Roberto Coloma Nadal, il percorso espositivo/curatoriale che ha approfondito con
delle mostre personali il lavoro di tre artist* del Sorelle Festival 2025 si chiude con
le illustrazioni di Isotta Folli portate su ceramica da Matteo Buoso in collaborazione
con la Bottega Vignoli.
Mostrami è un appello a mettere in luce gli aspetti non conformi del nostro essere,
a non temere di mostrarci per come siamo, sfidando i giudizi e i pudori della
società. Dietro i volti stravolti di questa allegra parata di freak si nascondono le
nostre fragilità: spesso la lente deformante sono i nostri stessi occhi che, incapaci
di accogliere e accoglierci, ci inducono all’alienazione.
Queste illustrazioni ci raccontano il diverso con sguardo giocoso e naïf, tra corna,
antenne, fauci spalancate e occhi dal sapore cubista. Questi dolci mostri si
incastrano tra loro in un divertente e surreale kamasutra dove la rappresentazione
della sessualità perde la sua carica erotica e diventa un inno scanzonato di libertà.
L’arte di Isotta ammicca ad un immaginario pop (le iconiche marche degli
indumenti) che ci pone subito in sintonia con questo colorato bestiario
antropomorfo. Il suo tratto fumettistico, fatto di linee spesse e decise, è stato
tradotto fedelmente dal ceramista e amico Matteo Buoso, che ha declinato i piatti
in colorazioni sgargianti talvolta ripetendo i soggetti con tinte diverse, che
ricordano la serialità di Wharol.
Mostrami è un’ottima rappresentazione dei risultati virtuosi che può dare una
collaborazione tra artisti e artigiani in campi diversi, una contaminazione positiva
per il mondo ceramico, che si arricchisce di un immaginario inedito e sopra le
righe.
Edizione 2024
Edizione 2023
Edizione 2022
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